Lungo il tratto del Kumano Kodo che conduce verso Chikatsuyu, quasi nascosta tra gli alberi, si trova una minuscola statua di pietra: è Gyuba-doji, il "fanciullo sul bue e sul cavallo".
La figura rappresenta l'imperatore Kazan, un sovrano che conobbe il potere, la perdita e infine la pace dello spirito.
Kazan salì al trono giovanissimo, quando aveva appena diciassette anni. Il suo regno, però, fu breve e tormentato. Alla corte di Heian le grandi famiglie aristocratiche si contendevano il potere, e il potente clan Fujiwara esercitava un'influenza enorme sulla successione imperiale.
Nel frattempo, la vita del giovane imperatore fu sconvolta da un dolore profondo: la morte dell'amata consorte. La sua scomparsa lo lasciò in uno stato di disperazione tale da renderlo vulnerabile alle pressioni della corte. Alcuni consiglieri gli fecero credere che anche un influente membro dei Fujiwara fosse disposto a rinunciare alla vita politica per prendere i voti buddhisti. Convinto di non essere solo in quella scelta e desideroso di trovare conforto, Kazan lasciò il palazzo imperiale nel cuore della notte e si recò in un tempio, dove si rasò il capo e divenne monaco.
Solo dopo comprese di essere stato vittima di un inganno, ma ormai aveva perso per sempre il trono.
Divenuto monaco, Kazan iniziò a percorrere ripetutamente le antiche strade che conducevano ai santuari di Kumano.
L'esempio dell'imperatore ritirato spinse molti altri sovrani, aristocratici e membri della corte a mettersi in cammino verso Kumano. Per questo Kazan è ricordato come uno dei grandi promotori del pellegrinaggio imperiale.
La piccola statua di Gyuba-doji lo raffigura con un piede sul dorso di un bue e l'altro su quello di un cavallo. Nessuno conosce con certezza il significato originario di questa immagine, ma nel tempo è stata interpretata come il simbolo dell'equilibrio tra due modi di affrontare il viaggio: il cavallo richiama la rapidità e la dignità del sovrano; il bue rappresenta la lentezza, la pazienza e la fatica del pellegrino.
In Kazan convivono entrambe le dimensioni: quella dell'uomo che un tempo governava il paese e quella del monaco che cammina umilmente lungo i sentieri della montagna.